1.2 El Cine Moderno

1.2 Il Cinema Moderno

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El cine italiano atravesó una crisis en los años 80 y 90, con películas de baja calidad y menos espectadores.

Sin embargo, hacia el final del milenio, surgieron directores como Paolo Virzì y Gabriele Salvatores, devolviendo de nuevo el éxito al cine italiano.

En el nuevo milenio, Matteo Garrone y Paolo Sorrentino obtuvieron reconocimiento internacional, revitalizando la cinematografia italiana.

Paolo Genovese con ‘Perfetti sconosciuti’ obtuvo un gran éxito. El cine italiano se reinventa, encontrando de nuevo su propio valor.

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Script – Il cinema moderno

Benvenuti a Italia 360°, il podcast di Europass. Nell’incontro di oggi parleremo del cinema italiano più recente. Come abbiamo visto nella scorsa puntata, il cinema italiano ha avuto grande successo a livello internazionale con i suoi film che hanno vinto molti premi prestigiosi, ma non sempre il nostro cinema è stato al top.

Infatti, il cinema italiano entra in una lunga e profonda crisi a partire dagli anni ottanta del secolo scorso. La qualità dei film diminuisce costantemente e anche gli spettatori nelle sale cinematografiche sono sempre meno.

Mancano grandi film che attirino il pubblico al cinema e diminuiscono gli investimenti in produzioni di qualità. Tra gli anni settanta e gli anni ottanta molti registi che avevano fatto grande il cinema italiano come De Sica, Rossellini, Visconti, Pasolini, Fellini muoiono lasciando un vuoto enorme nella produzione di cinema di alto livello.

Ma è anche vero che le loro ultime produzioni non erano sempre all’altezza della loro fama, anche loro avevano perso la loro creatività. Da ricordare che dalla metà degli anni settanta nascono le prime televisioni private italiane, che diventeranno sempre più popolari e diffuse.

Queste televisioni trasmettono molti film che possono essere visti tranquillamente da casa, cosicché un grande numero di spettatori rinuncerà ad andare al cinema. Si apre così un periodo oscuro per il cinema italiano, per la scarsità di autori importanti e creativi, pochi spettatori nelle sale e pochi investimenti nelle produzioni cinematografiche di alto livello.

Pensate che alla fine degli anni sessanta in Italia c’erano oltre cinquecento milioni di spettatori all’anno nel 1985 erano centoventicinque milioni, meno di un quarto. Gli anni ottanta saranno caratterizzati da film di scarsa qualità tecnica, girati a basso costo, con attori poco pagati e dai contenuti molto leggeri.

Il cinema che avrà più successo in quegli anni sarà un cinema disimpegnato, di puro intrattenimento, per cercare di attirare nelle sale un po’ di pubblico. Nasce in questi anni il cosiddetto genere commedia sexy all’italiana. Film dalla comicità molto banale, se non proprio stupida, ma di un certo successo, dove la protagonista principale era sempre una bella attrice che, più o meno vestita, recitava in storie piene di cliché sessisti, che facevano da pretesto per sviluppare pellicole a sfondo più o meno erotico e dal puro disimpegno.

Eppure molte delle attrici e degli attori di questo genere sono entrati nella storia del cinema italiano per il loro successo come Edwige Fenech, Nadia Cassini, Barbara Bouchet, Lando Buzzanca, Enzo Montanari, Alvaro Vitali.

I film più famosi, come «Giovannona Coscialunga», «Sessomatto», «Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio», e «Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda», sono diventati talmente trash da essere considerati ormai dei film culto per alcuni amanti del genere.

Sempre per un cinema di bassa qualità ma di grande successo, si deve parlare dei famosissimi Cinepanettoni. Come sapete, il panettone è il tipico dolce di Natale in Italia e infatti questi film venivano fatti uscire proprio durante le feste di Natale, quando le persone erano in ferie ed avevano più tempo per andare al cinema.

È il produttore napoletano De Laurentiis che ha prodotto decine di film che hanno accompagnato i natali degli italiani per molti decenni, mentre i registi icona di questi film sono Carlo Vanzina e soprattutto Neri Parenti. I titoli includono «Vacanze di Natale», «Vacanze a Rio», «Vacanze di Natale a Cortina», e così via.

Ma in quegli anni si sviluppano anche generi interessanti come quello del cinema horror che in Italia ha avuto molto successo, soprattutto con registi ormai di culto come Lucio Fulci, Mario Bava, ma soprattutto con il mitico Dario Argento. Dario Argento è ancora oggi un regista amatissimo per i suoi film che hanno mischiato, già negli anni settanta/ottanta, orrore, trash, splatter, paranormale. I suoi titoli più famosi includono «Suspiria», «Profondo rosso», e «L’uccello dalle piume di cristallo». Film che oggi sembrano ingenui negli effetti speciali e nella realizzazione, ma che in quegli anni hanno avuto un successo enorme.

L’unico fenomeno che veramente ha fatto la storia del cinema italiano di quegli anni, ma anche la storia del costume italiano, è Fantozzi. Fantozzi è un personaggio creato dal comico Paolo Villaggio. Paolo Villaggio era un attore molto popolare in televisione ed al cinema. La sua comicità surreale e strampalata ha un grande successo in quegli anni.

Nel 1971, scrive un libro dove il protagonista è un piccolo impiegato di una grande compagnia, il ragioniere Ugo Fantozzi. Fantozzi è un impiegato di basso livello, un personaggio grigio, senza dignità, al quale succedono le più stravaganti disgrazie all’interno di un mondo fatto di impiegati altrettanto sfigati e sfortunati. Quella di Fantozzi è una comicità esilarante e divertente per le sue situazioni assurde e surreali.

È una comicità in realtà molto intelligente, una spietata critica alla società moderna e alla condizione disumanizzante dei lavori delle grandi compagnie moderne. Pochi anni dopo l’uscita del libro, nasce il film «Fantozzi», che avrà ben dieci sequel, diventando una delle serie cinematografiche di maggiore successo in Italia.

Fantozzi è un fenomeno tutto italiano; all’estero non ha mai avuto successo perché dissacra situazioni e abitudini tipiche della società italiana con un’ironia non comprensibile a chi italiano non è. Questi film sono per molti un vero cult, e molte delle battute ed episodi di questo film sono entrate nei modi di dire di tutti gli italiani. Pensate che dal nome Fantozzi è nato l’aggettivo «fantozziano», che è ormai in tutti i dizionari di italiano.

I film più famosi includono «Fantozzi», «Il secondo tragico Fantozzi», «Fantozzi contro tutti», e «Fantozzi subisce ancora».

Il cinema italiano degli anni ottanta/novanta ha forse il suo momento di maggior declino. La crisi economica, ma soprattutto la crisi di idee di quegli anni, produce ben pochi film da ricordare. Ma con la fine del millennio, la situazione comincia a cambiare, e si cominciano a vedere i primi cambiamenti, e il cinema italiano comincia a produrre qualcosa di migliore qualità.

Basti pensare al film «La vita è bella» di Roberto Benigni che vince l’Oscar come miglior film straniero nel 1999. Benigni farà molti altri film comici di grande successo e di una certa qualità, come la popolarissima commedia «Non ci resta che piangere» insieme all’attore Massimo Troisi, bravissimo attore napoletano morto purtroppo molto giovane, diventato famoso per essere stato candidato agli Oscar per il poetico film «Il postino», film che vi consiglio di vedere.

Tra gli attori comici di maggiore qualità che hanno grande successo a fine del millennio, c’è Carlo Verdone, attore comico romano di grandissimo successo di pubblico ma anche di critica, soprattutto per il suo grande talento nella recitazione. I suoi film più famosi includono «Un sacco bello», «Bianco, rosso e verdone», e «Borotalco».

Altro grande personaggio del cinema italiano della fine del millennio è Nanni Moretti, attore e regista impegnato politicamente, che produce una serie di film di denuncia della società italiana. I suoi sono film ironici e dissacranti, dalla comicità intelligente e anticonformista. Fra i più famosi «Ecce bombo», «Bianca», e «Palombella rossa».

Con gli anni duemila finalmente il cinema italiano ritrova stabilità e riconoscimento critico. Nel nuovo millennio emerge una nuova generazione di autori e registi che daranno al cinema italiano una nuova identità.

A partire dal duemila in Italia si assiste alla produzione di film a basso costo ma con sceneggiature interessanti e temi più intimisti, con riprese dal vivo e poca postproduzione, quasi un nuovo Neorealismo, fatto di piccole storie private ed intimo, che sono state la palestra di tanti registi che sono cresciuti stilisticamente e commercialmente fino a diventare delle vere star del cinema italiano attuale, che hanno avuto poi la possibilità di realizzare film molto importanti per costi e diffusione.

Per esempio, il livornese Paolo Virzì, che comincia con un film a basso budget come «Ovosodo» e già nel 2011 con il film «La prima cosa bella» viene candidato agli Oscar per rappresentare l’Italia e vince numerosi altri premi cinematografici.

Altro regista interessante è il napoletano ma naturalizzato milanese Gabriele Salvatores, regista che viene dal teatro di avanguardia e che spesso ha lavorato in film in bilico tra il serio e la commedia. Salvatores vince un premio Oscar come miglior film straniero con il bel film «Mediterraneo» insieme ad un gruppo di attori molto affiatati ed avrà un grandissimo successo con un altro film proposto per i premi Oscar «Io non ho paura», tratto dall’omonimo libro di Niccolò Ammanniti e che non fa rimpiangere il libro stesso.

Forse i due registi italiani più famosi del nuovo millennio sono il romano Matteo Garrone e soprattutto il napoletano Paolo Sorrentino. I due registi, praticamente coetanei, riportano l’Italia ai successi critici internazionali dopo molti anni. Garrone inizia la sua carriera con film a basso costo ma molto interessanti. Storie piuttosto cupe, quasi noir, dai risvolti inquietanti, ma che gli daranno molta visibilità per la qualità delle sceneggiature e l’originalità delle riprese, come il film «L’imbalsamatore». Il grande successo per Garrone arriva nel 2008 con il film tratto dal best seller dello scrittore Roberto Saviano «Gomorra», un film durissimo che presenta in maniera violenta e realistica il mondo della criminalità organizzata di Napoli. Questo film avrà un successo internazionale e vincerà moltissimi premi cinematografici. Dopo questo film, Garrone farà altri film di alto budget come «Tale of tales», «Il racconto dei racconti», il premiatissimo film «Pinocchio» e il tragico «Dogman», film dalla inquietante atmosfera.

L’altro regista italiano protagonista degli ultimi decenni è Paolo Sorrentino. Sorrentino farà carriera rapidamente. Già da giovane dirige film di una certa importanza, con attori di fama, come il film «Le conseguenze dell’amore» con il bravissimo attore Tony Servillo che porta Sorrentino all’attenzione della critica. Il film che lo renderà famoso è «Il divo», una ricostruzione romanzata della vita di Giulio Andreotti, quello che era stato il più importante e controverso politico dell’Italia del dopoguerra. Anche questo film è interpretato dall’attore Tony Servillo, che è l’attore icona di Sorrentino, che apparirà in tutti i suoi film. Il grande successo internazionale arriva con il premio Oscar come miglior film straniero per il film «La grande bellezza», un film ambientato a Roma e che di Roma mette in luce sia la bellezza che il degrado morale della città. Anche questo film ha come protagonista l’attore Tony Servillo. È un film che ha avuto un grande successo ma alcuni critici lo hanno definito felliniano, ovvero un film che imita un po’ troppo lo stile di Fellini e forse non hanno torto. Nel 2016 e nel 2020 Sorrentino produrrà per il canale Sky le miniserie televisive «The Young Pope» e «The New Pope» con Jude Law che avranno grande successo internazionale. Il suo ultimo film è stato «La mano di Dio», un film autobiografico che ha già vinto numerosi premi.

Per finire, voglio citare un altro regista italiano, il giovane Paolo Genovese, che con il film «Perfetti sconosciuti» ha ottenuto in Italia e all’estero un successo strepitoso. Un film che è entrato nel Guinness dei primati per essere il film che ha ottenuto il maggior numero di remake nella storia del cinema, pensate 20 remake in tutto il mondo.

Spero che queste puntate dedicate al cinema italiano siano state chiare da capire, utili per conoscere meglio la cultura italiana, e che vi abbiano fatto venire voglia di vedere tutti i film che ho citato, e non solo quelli. Vi saluto e a presto con Italia 360° di Europass.

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