L’Accademia della Crusca: La più antica istituzione linguistica del mondo (1583)

La storia dell’Accademia della Crusca

Sai perchè l’Accademia della Crusca si chiama così? Sai dove nacque?

Se cerchi la risposta a queste domande, se non sai (o non ti ricordi) chi per primo ha detto quello che oggi è il motto della Crusca “Il più bel fior ne coglie”, allora  questo articolo fa al caso tuo.

Ma andiamo con ordine, iniziamo dalla casa dell’Accademia della Crusca: la villa di Castello.

La villa di Castello

Quando si parla della storia di Firenze e della Toscana, è inevitabile fare riferimento alla famiglia Medici: potenti signori di Firenze e di gran parte della regione per tre secoli (dal 1434 al 1737),  mecenati protettori e promotori della cultura e delle arti.

I segni della loro potenza politica ed economica sono visibili anche nell’architettura: non solo Palazzo Vecchio, Palazzo Medici Riccardi e Palazzo Pitti a Firenze, ma anche le numerose ville e residenze distribuite in tutto il territorio toscano.

Tra le ville medicee presenti nell’area fiorentina ce n’è una che ha un’importanza particolare: la villa di Castello.

Oggi situata nell’estremo nord-ovest dell’area urbana fiorentina, la villa di Castello era una delle più vicine alla Firenze del Rinascimento ed era abitata da un cugino di Lorenzo il Magnifico.

La villa era famosa per i suoi giardini geometrici, fra i primi giardini all’italiana della storia, con una fantastica collezione di agrumi rari.

A proposito, in Italia i giardini geometrici si chiamano “all’italiana” – e non “alla francese” come nel resto d’Europa – semplicemente perché i giardini geometrici nascono proprio a Firenze nel XVI secolo.

Inoltre, a quel tempo nella villa erano conservate due delle più famose opere pittoriche del Rinascimento fiorentino: la Nascita di Venere e la Primavera di Sandro Botticelli, che oggi possiamo ammirare in una delle più belle sale della Galleria degli Uffizi.

Oggi la villa di Castello è famosa per altri motivi, strettamente legati alla lingua italiana.

Infatti, la villa ospita l’Accademia della Crusca, la prestigiosa istituzione che si occupa di studiare tutti i fenomeni connessi all’evoluzione dell’italiano.

 La prima accademia linguistica del mondo

L’Accademia della Crusca è l’equivalente italiano dell’’Académie Française in Francia o della Real Academia in Spagna, cioè un istituto di studi e vigilanza della lingua nazionale.

L’Accademia della Crusca non solo rappresenta la massima autorità linguistica d’Italia, ma soprattutto vanta un primato storico: è la prima accademia linguistica del mondo.

Tanto è vero che l’Académie Française, fondata nel 1636 da Richelieu, prende come modello da imitare proprio l’Accademia della Crusca, nata nel 1583 con uno scopo ben preciso: mantenere la purezza della lingua fiorentina.

Perché l’Accademia della Crusca si chiama così?

I fiorentini erano consapevoli e molto orgogliosi del loro modo di parlare.

Infatti, non lo consideravano più un dialetto,ma una vera e propria lingua, compiuta e autonoma anche in virtù del prestigio dei grandi scrittori del Trecento che avevano scritto usando il fiorentino “alto”, colto: Dante Alighieri, Francesco PetrarcaGiovanni Boccaccio e molti altri ancora.

Per rendere al meglio questa idea di purezza, con un’intuizione originale i fondatori decidono di chiamare la loro accademia “della crusca”.

Infatti, la crusca era il materiale di scarto della macinatura del grano nei mulini: da una parte usciva la farina bianca, pura; dall’altra la crusca, lo scarto del grano e della macinatura.

Dunque, gli accademici della Crusca volevano eliminare appunto la crusca; in altre parole, lo sporco, le impurità dalla lingua per lasciare il fior fiore della farina bianca: per loro la pura lingua fiorentina!

Come dice infatti il motto dell’Accademia: “Il più bel fior ne coglie”, tratto da un verso di Francesco Petrarca.

Dunque, i fiorentini sono i primi in Italia e in Europa ad avere questa consapevolezza, il che fa dell’Accademia della Crusca un caso storico eccezionale.

Il Vocabolario degli Accademici della Crusca

L’opera piu famosa dell’Accademia della Crusca è il Vocabolario degli Accademici della Crusca che, iniziato già nel 1612, diventa il modello di tutti i vocabolari europei, anche per  lingue come il francese, l’inglese e il tedesco.

Grazie ai continui aggiornamenti (in tutto si contano cinque edizioni), ancora oggi il Vocabolario della Crusca è assolutamente autorevole e costituisce il principale riferimento lessicografico della lingua italiana.

La nota curiosa dell’Accademia è che a quel tempo ogni membro aveva un soprannome (quindi, una sorta di nickname), un motto e un’immagine che lo identificava.

Tutti questi riferimenti dovevano essere collegati al mondo del grano, come ad esempio i mulini, le macine, la  farina, la paglia, il pane.

Queste immagini simboliche, personali e identificative dell’accademico venivano poi rappresentate su delle pale per infornare il pane e decoravano il salone principale dell’Accademia, come del resto avviene ancora oggi.

Prendiamo per esempio la pala qui a sinistra, dove vediamo come soprannome l’aggettivo “fragile”: fragile come le uova che vediamo nella fotografia (Crediti: accademiadellacrusca.it).

Però le uova sono conservate, protette dalla paglia: la paglia ottenuta dal grano.

Infatti il motto è: “A mia difesa”. Come dire che il grano difende la fragilità delle uova.

A cosa serve l’Accademia della Crusca?

“Oggi l’italiano è questo”

Linguisticamente oggi l’Accademia della Crusca ha una funzione più di studio e di indagine della lingua italiana che normativa, a differenza dell’Académie Française che invece ha proprio lo scopo di creare le regole grammaticali del francese.

Più che stabilire regole, l’Accademia della Crusca cerca infatti di indagare e studiare i cambiamenti della lingua italiana per comprendere le trasformazioni del linguaggio, e quindi i motivi e le influenze che rendono la lingua un’organismo vivo, in continua evoluzione e in costante crescita.

La Crusca non dice e soprattutto non stabilisce che “questo deve essere l’italiano”; piuttosto, ci indica semplicemente che “oggi l’italiano è questo”.

Infatti, non a caso si parla di italiano standard o neostandard.

Perciò, secondo questo criterio alcuni usi sono legittimi e stanno dentro una coerenza grammaticale tradizionale.

I neoleogismi giornalistici, le influenze dialettali, i media e gli anglicismi

Altri non lo sono, ma sta di fatto che oggi vengono accettati ed utilizzati per la comunicazione quotidiana, come ad esempio molti neologismi creati dal linguaggio giornalistico, molte influenze dialettali di ritorno diffuse attraverso la televisione e i massmedia, oltre a numerosi prestiti inglesi in gran parte derivanti dall’informatica e dall’economia.

Questo dimostra ancora una volta alcune cose: che forse noi italiani siamo refrattari alle regole rigide, nella lingua come nella vita, ma soprattutto che la Crusca è ancora oggi un’istituzione estremamente moderna e lungimirante.

Ovvero, la lingua non è vista come un organismo chiuso in regole grammaticali che escludono tutto il resto, ma come uno strumento inclusivo, aperto, per quello che è il suo scopo principale: comunicare con l’altro da sé.

La storia continua

Dunque l’Accademia dell Crusca ha alle spalle più di quattrocento anni di storia, a parte un’interruzione tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.

La Crusca era stata infatti sciolta da Pietro Leopoldo di Lorena, granduca di Toscana, nel 1783 e temporaneamente sostituita dall’Accademia Fiorentina, per poi essere ricostituita nel 1811 per effetto di un decreto firmato da Napoleone Bonaparte.

In anni recenti, tra il 2010 e il 2011, si era temuto che potesse chiudere a causa dei tagli finanziari imposti a causa della crisi economica.

Per fortuna, l’attività della Crusca procede a pieno ritmo.

Attualmente l’Accademia fa parte della Federazione Europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali, che operano secondo gli stessi criteri di salvaguardia, studio e analisi delle varie lingue europee.

Non a caso, sulla grande targa del Comune di Firenze posta nel piazzale davanti alla villa di Castello si legge la dicitura “Piazza delle Lingue d’Europa” (foto di firenzepost.it)


Scritto da Enzo Boddi (nella foto), insegnante di Italiano a Firenze, basato su un progetto video di Maurizio Faggi, insegnante di Italiano a Firenze.

7 commenti su “L’Accademia della Crusca: La più antica istituzione linguistica del mondo (1583)

  1. Hola, muchas gracias por este interesantísimo artículo; que ironía que haya sido un emperador francés quien tuvo la sensibilidad o la destreza política de “resucitar” a la Accademia dell Crusca, ¿no les parece? Abrazo desde Uruguay _()_.

  2. Dopo aver leggendo quest’articolo, vorrei visitare la villa. Grazie per la informazione. Nick

  3. Fa male l’essere lontani dalla patria natia.
    L’unico Sollievo È la Nostra Cultura.

  4. Buona sera!!

    Per me, credo sia l´italiano la lingua piu bella del mondo!
    Vorrei imaparare meglior per mio piacere!

    Grazie!

    Helda Salles

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