Il Modo Indicativo

Il Modo Indicativo è composto da otto tempi verbali differenti e si utilizza per esprimere fatti, condizioni ed eventi in maniera precisa e oggettiva.

Il Presente

La lingua italiana ha tre coniugazioni di verbi:

  • verbi che finiscono in -ARE (mangiare, ascoltare, lavorare)
  • verbi che finiscono in -ERE (leggere, scrivere, ridere)
  • verbi che finiscono in -IRE (dormire, aprire, sentire)

Per formare il Presente è necessario semplicemente rimuovere -ARE, -ERE o -IRE e aggiungere la desinenza corretta alla radice del verbo, in base al gruppo di appartenenza del verbo.

RADICE FINALE
guardare

vivere

aprire

→ GUARD

→ VIV

→ APR

→ Io GUARD – O

→ Io VIV – O

→Io APR – O

 

Persone I. coniugazione:
– ARE verbi
II. coniugazione:
-ERE verbi
II. coniugazione:
-IRE verbi
guardare vivere aprire
io guardo vivo apro
tu guardi vivi apri
*lui/lei/Lei guarda vive apre
noi guardiamo viviamo apriamo
voi guardate vivete aprite
loro guardano vivono aprono

*lui = terza persona singolare maschile; * lei = terza persona singolare femminile; *Lei = formale per maschile e femminile (es. Sig. o Sig.ra)

Consiglio: è importante ricordare che, indipendentemente dalla coniugazione del verbo,  “IO” finisce sempre in – O; “TU” finisce sempre in – I e “noi” finisce sempre in -IAMO.

Il Presente si usa per esprimere:

Azioni al presente o abituali

  • “Oggi mangio la pasta”
  • “Tutte le mattine mangio un cornetto con la marmellata”

Nella lingua parlata, si utilizza anche per esprimere un’azione che sta per accadere, quando è presente un’espressione di tempo nella frase:

  • “Arrivo domani pomeriggio”
  • “Ceniamo insieme venerdì prossimo?”

Azioni cominciate nel passato e che proseguono nel presente, usando VERBO + DA (Preposizione) + periodo di tempo:

  • “Vivo a Firenze da tre anni”
  • “Lavoro in questo ufficio da due mesi”

Il tempo presente può essere usato, a volte, al posto del passato per dare alle azioni passate un senso di immediatezza, per farle percepire come se stessero accadendo nel presente. In questo caso si parla di “presente storico”:

  • “Michelangelo Buonarroti nasce nel 1475”
  • “Nel 1861 l’Italia diventa uno Stato unitario”

Verbi che terminano in – CARE e – GARE

I verbi che appartengono alla prima coniugazione e che finiscono in -CARE (per esempio “cercare, giocare”) e -GARE (per esempio “pagare, pregare”) si comportano in maniera leggermente differente:  aggiungono la lettera “H” tra la radice del verbo e la desinenza della seconda persona singolare “TU” e la prima persona plurale “NOI”, così che la pronuncia gutturale (o “dura”) possa essere mantenuta.

PAGARE

CERCARE

Io pago Io cerco
Tu paghi Tu cerchi
Lui/lei/Lei paga Lui/lei/Lei cerca
Noi paghiamo Noi cerchiamo
Voi pagate Voi cercate
Loro pagano Loro cercano
  • “Tu cerchi un appartamento in centro, mentre Marco lo cerca in periferia”
  • “Io pago la spesa per il pranzo, tu paghi quella per la cena”

Verbi che terminano in – ISC

Molti verbi che finiscono in -IRE hanno bisogno di aggiungere -ISC per tutte le forme, ad eccezione della prima e seconda persona plurale “noi” e “voi”, che si coniugano  regolarmente.

FINIRE

CAPIRE

Io finisco Io capisco
Tu finisci Tu capisci
Lui/lei/Lei finisce Lui/lei/Lei capisce
Noi finiamo Noi capiamo
Voi finite Voi capite
Loro finiscono Loro capiscono

Altri verbi che ricorrono alla forma -ISC sono: alleggerire, preferire, pulire, costruire, contribuire, dimagrire, ferire, garantire, trasferirsi, unire, stupire, colpire, proibire, punire, fallire, ferire, impedire, incuriosire, obbedire, restituire.

Per esempio:

  • “Io preferisco la pasta, tu cosa preferisci?”
  • “Di solito Luca dimagrisce molto durante l’estate”
  • “Noi finiamo il corso di italiano a Settembre, voi quando lo finite?”
  • “Voi contribuite alla raccolta fondi di beneficenza?”

Il Verbo Essere

Il verbo “essere” in italiano è completamente irregolare:

ESSERE
Io sono
Tu sei
Lui/lei è
Noi siamo
Voi siete
Loro sono

Espressioni comuni in italiano con il verbo “ESSERE”:

ESSERE CONTENTO/FELICE

“Sono contento di stare a Firenze”

ESSERE TRISTE

  • “Maria è triste perché la vacanza è finita”

ESSERE ARRABBIATO 

  • “Alessia e Daniela sono arrabbiate con Gloria perché è sempre in ritardo”

ESSERE AFFAMATO

  • “Lucia è molto golosa, è sempre affamata!”

ESSERE SORPRESO

  • “Sara è sorpresa della bella notizia”

ESSERE STANCO

  • “Oggi il papà e la mamma hanno lavorato tutto il giorno, sono molto stanchi!”

ESSERE IN RITARDO

  • “Gabriele è arrivato a scuola alle 11:00…è sempre in ritardo!

ESSERE STRANIERO

  • “Miguel è straniero, deve richiedere i documenti per il permesso di soggiorno”

ESSERE DI + città

  • “Marco e Stefano sono di Milano”

ESSERE ITALIANO, INGLESE, SPAGNOLO, FRANCESE, ecc…

  • “Elisa è italiana, mentre suo marito John è inglese”

Di seguito, sono riportati altri aggettivi che indicano la nazionalità:

-a (feminnile) /-o (maschile) -e (invariabile)
americano/a            israeliano/a           canadese libanese
algerino/a lituano/a cinese  neozelandese                
australiano/a marocchino/a danese  norvegese 
austriaco/a polacco/a finlandese olandese
basco/a russo/a francese  portoghese  
brasiliano/a     sloveno/a  giapponese ungherese 
ceco/a spagnolo/a inglese svedese 
croato/a svizzero/a  irlandese  tailandese 
indiano/a tedesco/a  islandese                

Per esempio:

  • “Kristen è tedesca, di Berlino”
  • “Hassan è marocchino, di Casablanca”
  • “Victoria è canadese e vive a Toronto, mentre Patrick è canadese ma vive a Parigi”

Nelle frasi negative “NON” deve essere posto sempre prima del verbo:

  • “Sei stanco/a?”

“Sì, sono stanco/a” – No, non sono stanco/a”

  • “Siete italiani/e?”

“Sì, siamo italiani/e” – “No, non siamo italiani/e”

Il Verbo Avere

Anche il verbo “avere” in italiano è completamente irregolare:

AVERE
Io ho
Tu hai
Lui/lei ha
Noi abbiamo
Voi avete
Loro hanno

Proprio come “essere”, nelle frasi negative “NON” deve essere posto sempre prima del verbo:

  • “Hai fame?”

“Sì, ho fame” / “No, non ho fame”

  • “Hai un gatto?”

“Sì, ho un gatto” / “No, non ho un gatto”

Espressioni comuni in italiano con “AVERE”

Attenzione! In inglese nella maggior parte di queste espressioni si usa “essere” come ausiliare!

AVERE CALDO (to be/to feel hot)

  • “Oggi ci sono 42 gradi! Ho troppo caldo” – “Today it’s 42 degrees! I’m too hot”

AVERE FREDDO (to be/to feel cold)

  • “Alessandra ha freddo, accendiamo il riscaldamento?” – “Alessandra is cold, shall we turn on the heating?”

AVERE FAME (to be hungry)

  • “Sono le 14:00 e non abbiamo ancora pranzato…abbiamo fame!” – “It’s 2pm and we haven’t had lunch yet…we’re hungry!”

AVERE SETE (to be thirsty)

  • “Ho sete, ordiniamo una birra?” – “I’m thirsty, shall we order a beer?”

AVERE PAURA (to be afraid)

  • “Sara ha paura dei ragni” – “Sara is afraid of spiders”

AVERE FRETTA (to be in a hurry)

  • “Oggi non posso parlare con te, devo correre al lavoro, ho molta fretta!” – “I can’t talk to you today, I have to run to work, I’m in a hurry!”

AVERE TEMPO (to have time)

  • “Il sabato e la domenica ho tempo per rilassarmi e uscire con gli amici” – “On Saturdays and Sundays I have time to relax and go out with friends”

AVERE SONNO (to be sleepy)

  • “Stanotte Luca ha dormito solo 4 ore, ha sonno!” – “Last night Luca only slept for 4 hours, he’s sleepy!”

Il significato principale di “AVERE” è “possedere”, e può riferirsi a cose materiali (avere una macchina, avere un gatto, ecc..) e valori non materiali (come “avere fiducia” o “avere coraggio”), ma è usato anche quando si parla di caratteristiche fisiche (come “avere I capelli neri”).

Per esempio:

  • “Elisa ha un fratello e due sorelle” 
  • “Io ho un cane e un gatto” 
  • “Marco e Luca hanno i capelli biondi e gli occhi azzurri” 
  • “Marta ha lasciato il lavoro e si trasferisce da sola in Australia, ha coraggio!”

Il verbo “avere” può essere seguito dalla preposizione “da”. In questi casi si tratta di una forma colloquiale usata per riferirsi a qualcosa che è necessario fare, un dovere o un obbligo:

  • “Ho da lavorare tutto il fine settimana” = “Devo lavorare tutto il fine settimana”
  • “Ho da dirti una cosa importante” = “Devo dirti una cosa importante”

Il Presente irregolare

Molti verbi italiani sono irregolari; ma, per facilitarne l’apprendimento, possono essere raccolti in gruppi che si comportano in maniera simile.

Di seguito, alcuni dei più importanti verbi irregolari:

ANDARE    DARE      FARE SAPERE STARE    
Io vado do faccio so sto
Tu vai dai fai sai stai
Lui/lei/Lei  va fa sa sta
Noi andiamo diamo facciamo sappiamo stiamo
Voi andate date fate sapete state
Loro vanno danno fanno sanno stanno

 

BERE        DIRE     RIMANERE   SCEGLIERE    TENERE  
Io bevo dico rimango scelgo tengo
Tu bevi dici rimani scegli tieni
Lui/lei/Lei  beve dice rimane sceglie tiene
Noi beviamo diciamo rimaniamo scegliamo teniamo
Voi bevete dite rimanete scegliete tenete
Loro bevono dicono rimangono scelgono tengono

 

SALIRE      SPEGNERE     USCIRE   VENIRE    
Io salgo spengo esco vengo
Tu sali spegni esci vieni
Lui/lei/Lei  sale spegne esce viene
Noi saliamo spegniamo usciamo veniamo
Voi salite spegnete uscite venite
Loro salgono spengono escono vengono

Altri gruppi di verbi che si comportano in maniera simile sono:

Verbi come “dire”: benedire, contraddire, disdire, maledire, predire.

Esempi:

  • Il Papa benedice i fedeli
  • Luca non contraddice mai sua madre
  • Mario disdice sempre all’ultimo i nostri appuntamenti

Verbi come “scegliere”: togliere, raccogliere, sciogliere, accogliere.

Esempi:

  • Io tolgo sempre le scarpe appena arrivo a casa
  • Scelgo la torta al cioccolato o quella alla frutta per il compleanno di Pietro?
  • Raccolgo io i soldi per pagare il conto del ristorante

Verbi come “tenere”: appartenere, trattenere, contenere, ottenere.

Esempi:

  • Quel vaso contiene dei fiori stupendi
  • Stefano è molto determinato, ottiene sempre quello che vuole!
  • Quel cane appartiene alla famiglia Rossi

Verbi come “venire”: convenire, prevenire, provenire, divenire.

Esempi:

  • Questo vino proviene dalla Francia
  • Viene anche Luca a cena con noi stasera!
  • Ogni anno Paola previene l’influenza con il vaccino

Vi è un altro gruppo di verbi irregolari che terminano in -durre/-porre: seguono tutti le stesse regole e condividono le stesse desinenze dei verbi in -ERE:

PROPORRE       TRADURRE        
Io propongo traduco
Tu proponi traduci
Lui/lei/Lei propone traduce
Noi proponiamo traduciamo
Voi proponete traducete
Loro propongono traducono

Verbi come “tradurre”: condurre, produrre, dedurre, introdurre, ridurre, sedurre.

Esempi:

  • “Paola traduce dal polacco all’Italiano velocemente”
  • “L’azienda dove lavora Gabriella produce dei dolci buonissimi”
  • “Mario conduce una vita sregolata”

Verbi modali e verbo “sapere”

I verbi volere, potere, dovere, sapere sono tutti irregolari al Presente.

VOLERE POTERE DOVERE
Io voglio posso devo
Tu vuoi puoi devi
Lei/lui/lei vuole può deve
Noi vogliamo possiamo dobbiamo
Voi volete potete dovete
Loro vogliono possono devono

Di solito, volere, potere, dovere sono seguiti da un verbo all’infinito, ma volere può anche essere seguito da un sostantivo.

Esempi

Olivia, vuoi uscire con noi giovedì sera?

Volete andare al cinema stasera?

Laura vuole una pizza per il pranzo, mentre Gloria vuole la pasta

Puoi chiudere la finestra, per favore?

Laura non può tornare a casa dopo mezzanotte.

Potete venire con me alla stazione stasera?

Devo studiare tutto il fine settimana

Marco e Luca devono partire presto per l’aeroporto

Daniele deve fare la dieta

Potere, generalmente, significa avere l’abilità fisica o avere il permesso per fare qualcosa:

  • Oggi non posso uscire, devo studiare.
  • Paolo non può giocare a calcio, ha la gamba rotta.
SAPERE
Io so                   
Tu sai
Lui/lei/lei sa
Noi sappiamo
Voi sapete
Loro sanno

Sapere può anche essere utilizzato come verbo modale, quando esprime l’avere competenza o conoscenza per poter fare qualcosa:

  • Non so parlare giapponese 
  • Non so cucinare

In aggiunta, Sapere è utilizzato come verbo indipendente con il significato di conoscere e significa “essere a conoscenza di qualcosa”:

  • So che Matteo ha trovato un gatto nel vostro giardino.

Nelle domande, è spesso usato per chiedere informazioni:

  • Sai che ore sono?

 Attenzione alle differenze con il verbo “conoscere”:

  • Marco non può sciare → Si è rotto la gamba, perciò non può sciare
  • Marco non sa sciare → Non ha mai provato a sciare, perciò non sa come si fa
  • Laura non può leggere → Non può leggere perché la carta è sporca o perché la stampante non ha stampato correttamente la pagina
  • Laura non sa leggere → È una bambina, perciò non ha ancora imparato a leggere

I verbi riflessivi

I verbi riflessivi descrivono un’azione che riguarda il soggetto, o che il soggetto compie su di sè.  

Con il verbi riflessivi, si usano i pronomi riflessivi, che differiscono per ciascuna persona:

Io Mi
Tu Ti
Lei/lui/lei Si*
Noi Ci
Voi Vi
Loro Si*

Formare i verbi riflessivi è semplice, bisogna solo coniugare il verbo al Presente e aggiungere il pronome riflessivo prima del verbo!

SVEGLIARSI METTERSI VESTIRSI
Io mi sveglio mi metto mi vesto
Tu ti svegli ti metti ti vesti
Lui/Lei/Lei si sveglia si mette si veste
Noi ci svegliamo ci mettiamo ci vestiamo
Voi vi svegliate vi mettete vi vestite
Loro si svegliano si mettono si vestono
  • Tutti i giorni mi alzo alle 06:45 (ALZARSI) 
  • Luca e Maria si divertono molto al mare (DIVERTIRSI) 
  • Maria si sente poco bene perchè ha l’influenza (SENTIRSI)

 

  E’ molto utile ricordarsi di associare una frase a ciascun pronome, in modo tale da rendere più semplice la coniugazione di ogni persona con il giusto verbo riflessivo:
  • Io mi chiamo Mauro, tu come ti chiami

 

La terza persona singolare e plurale hanno lo stesso pronome riflessivo, “si”:

  • Lucia si sveglia tutti i giorni alle 7:00 
  • Lucia e Luca si svegliano tutti i giorni alle 7:00

 

Per ricordare il pronome “noi” pensate semplicemente a:

  • Noi ci divertiamo molto in vacanza in Italia 

 

Per ricordare il pronome “voi” togliete semplicemente la “o”:

  • Voi vi addormentate ogni sera sul divano

 

La maggior parte dei verbi può essere riflessiva.

CHIAMARE [chi? che cosa?]

  • Maria chiama Sara per invitarla alla sua festa di compleanno

CHIAMARSI

  • Io mi chiamo Maria

SVEGLIARE [chi? che cosa?]

  • Io sveglio mio marito ogni mattina alle 07:30

SVEGLIARSI (svegliare se stessi)

  • Maria si sveglia ogni mattina alle 07:30

ALLENARE [chi? che cosa?]

  • Marco allena una squadra di calcio

ALLENARSI (allenare se stessi)

  • Marco si allena tutti i pomeriggi in palestra

 

Nella lingua parlata, si preferisce utilizzare il verbo riflessivo al posto del non riflessivo, per aggiungere una maggiore enfasi:

  • Non vedo l’ora di andare a casa, così mi faccio una bella doccia 

AL POSTO DI: Non vedo l’ora di andare a casa così faccio una doccia

 

  • Dopo pranzo mi bevo un buon caffè 

AL POSTO DI: Dopo pranzo bevo un buon caffè 

 

  • Quando bevo un buon bicchiere di vino, mi fumo una sigaretta 

AL POSTO DI: Quando bevo un buon bicchiere di vino, fumo una sigaretta 

I verbi modali con i verbi riflessivi

Quando in una frase è presente il verbo modale + l’infinito di un verbo riflessivo, il pronome può trovarsi prima o dopo il verbo (entrambe le soluzioni sono corrette).

Esempi:

  • Sabato mattina Marco si deve alzare presto
  • Sabato mattina Marco deve alzarsi presto
  • Mi posso sedere?
  • Posso sedermi?
  • Io e Marco ci vogliamo allenare più spesso
  • Io e Marco vogliamo allenarci più spesso

Il Passato Prossimo

Il Passato Prossimo si compone con il Presente Indicativo del verbo essere or avere + Participio Passato del verbo. Questo tempo può esprimere sia azioni concluse nel passato, sia legate al momento presente o limitate a un determinato spazio-tempo.

Il Participio Passato si forma rimuovendo -ARE, -ERE, -IRE e aggiungendo le seguenti desinenze:

  • Verbs in -ARE -ATO

         guardare guardato

  • Verbs in -ERE – UTO

         sapere saputo

  • Verbs in – IRE -ITO

          dormire dormito  

Quando il verbo “avere” viene usato come ausiliare, il Participio Passato termina in -0 per qualsiasi soggetto femminile, maschile, singulare o plurale:

  • Laura ha studiato Giapponese 
  • Marco ha studiato Giapponese
  • Laura e Maria hanno studiato Giapponese 
  • Marco e Paolo hanno studiato Giapponese 

 Eccezione: consigliamo di controllare la sezione dei “Pronomi Diretti” per vedere cosa succede quando vengono usati i pronomi diretti (lo,  la, li,  le, mi, ti, ci, vi e ne).

Quando il verbo “essere” viene usato come ausiliare, il Participio concorda per genere e numero con il soggetto:

  • Laura è andata a Firenze 
  • Marco è andato a Firenze
  • Laura e Maria sono andate a Firenze 
  • Marco e Paolo sono andati a Firenze 
     MANGIARE AVERE

CAPIRE

Io ho mangiato ho avuto ho capito
Tu hai mangiato   hai avuto hai capito
Lui/Lei/Lei ha mangiato ha avuto ha capito
Noi abbiamo mangiato abbiamo avuto            abbiamo capito                
Voi avete mangiato avete avuto avete capito
Loro hanno mangiato hanno avuto hanno capito

Ausiliare “avere” o “essere”?

“AVERE”

Tutti i verbi transitivi, ovvero tutti quei verbi che hanno un oggetto diretto ( e rispondo alla domanda “chi?” o ” che cosa?“), ricorrono all’ausiliare “avere” al Passato Prossimo:

  • Lucia ha mangiato la pizza (cosa? La pizza)
  • Marco e Lucia hanno studiato inglese tutto il giorno (cosa? Inglese)
  • Ho chiamato Davide ieri sera (chi? Davide) 
  • Marta ha sposato Riccardo (chi? Riccardo)

“ESSERE”

La maggior parte dei verbi intransitivi (cioè i verbi che necessitano di una preposizione per legarsi ad un oggetto indiretto) usa l’ausiliare “essere:

  • Oggi sono venuto a scuola in bici 
  • Ieri sera io e Lucia siamo andati al cinema 

I verbi di movimento come: andare, venire, arrivare, partire, entrare, uscire, tornare, etc. usano l’ausiliare “essere”:

Attenzione alle eccezioni come: camminare, passeggiare, viaggiare:

  • Ho camminato tutto il giorno per Firenze
  • Ho viaggiato per tutta l’Italia

I verbi di stato: stare/essere, rimanere, restare usano l’ausiliare “essere:

  • Sabato scorso sono restata a casa tutto il giorno a riposare 
  • Ieri sera non sei uscito perché sei stato male? 

I verbi di cambiamento: diventare, crescere , nascere, morire, invecchiare, iniziare, finire usano l’ausiliare “essere:

  • Marta è nata il 5 Maggio 1954 
  • Lucia e Daniele sono cresciuti in un paese vicino a Roma

I verbi riflessivi: alzarsi, conoscersi, chiamarsi, lavarsi, allenarsi, vestirsi, addormentarsi, etc. usano l’ausiliare “essere“:

  • Domenica scorsa mi sono alzata a mezzogiorno, mi sono lavata, mi sono vestita e poi sono uscita
  • La scorsa settimana mi sono allenato in palestra tutti i pomeriggi

I verbi impersonali: piacere, dispiacere, bastare, succedere, sembrare usano l’ausiliare “essere:

  • Il nord della Francia mi è piaciuto molto
  • Marta ci è sembrata un po’ triste oggi 

I Participi Passati irregolari

I participi passati irregolari, possono essere categorizzati in gruppi di verbi che terminano nello stesso modo. I seguenti sono i più importanti:

INFINITO PARTICIPIO PASSATO  ESEMPI
-DERE -SO; -STO
Accendere  acceso Hai acceso la televisione?
Chiudere  chiuso Luca e Fabio hanno chiuso il loro ristorante
Perdere  perso Mio fratello ha perso le chiavi di casa
Prendere preso Abbiamo preso il treno per andare a Napoli
Ridere  riso Ho riso moltissimo per la barzelletta
Scendere  sceso Sono sceso dal treno di fretta
Spendere speso Lo scorso fine settimana ho speso molti soldi
Chiedere  chiesto Ho chiesto informazioni ad un passante
Nascondere  nascosto Ho nascosto il regalo di Natale per la mamma
Rispondere  risposto Abbiamo risposto al messaggio dopo tre ore
Vedere               visto Avete visto l’ultimo film di Pieraccioni?
INFINITO PARTICIPIO PASSATO  ESEMPI
-CERE; -GERE -NTO
Dipingere  dipinto Lisa ha dipinto un quadro stupendo
Piangere  pianto Laura ha pianto guardando il film
Vincere  vinto La Spagna ha vinto la partita contro la Francia
INFINITO PARTICIPIO PASSATO  ESEMPI
-GLIERE -LTO
Scegliere  scelto Maria ha scelto il vestito per il suo matrimonio
Sciogliere  sciolto Per fare la torta ho sciolto lo zucchero con il burro
Togliere  tolto Hai tolto le lasagne dal forno?
INFINITO PARTICIPIO PASSATO  ESEMPI
-RIRE -RTO
Aprire  aprto Abbiamo aperto il negozio lunedì scorso
Morire  morto Il cane di Luca è morto lo scorso mese
Offrire  offerto Il cameriere ci ha offerto il digestivo
INFINITO PARTICIPIO PASSATO  ESEMPI
-GGERE + altri verbi  -TTO
Leggere  letto Abbiamo letto un bel libro giallo
Correggere  corretto L’insegnante ha corretto l’esame
Dire  detto Il direttore ha detto a Maria di andare a casa prima
Fare  fatto Hai già fatto i compiti per domani?
Scrivere  scritto Ho scritto una cartolina ai miei genitori
Rompere  rotto Marco ha rotto il vaso di sua madre

Verbi con doppio ausiliare

I verbi transitivi utilizzano sempre il verbo avere come ausiliare, mentre i verbi intransitivi sono leggermente più complicati, in quanto alcuni di loro utilizano “avere”. I più comuni esprimono azioni abituali e quotidiane, come:

ABITARE 

  • Ho abitato a Londra per due anni 

DORMIRE, RIPOSARE

  • Laura ha dormito dodici ore, ha riposato molto! 

TELEFONARE 

  • Hai telefonato al ristorante per prenotare il tavolo per sabato sera? 

Altri esempi:

VIAGGIARE: ho viaggiato
CAMMINARE:  ho camminato
PASSEGGIARE: ho passeggiato
PRANZARE: ho pranzato
CENARE: ho cenato
RIDERE: ho riso
PIANGERE: ho pianto
NUOTARE: ho nuotato
CHIACCHIERARE: ho chiacchierato

Alcuni verbi possono essere sia intransitivi che transitivi, a seconda del contesto. Ecco alcuni esempi:

CAMBIARE

  • Anna ha cambiato il vestito (transitivo)
  • Mario è molto cambiato: è ingrassato di 10 chili! (intransitivo) 

PASSARE 

  • Abbiamo passato delle meravigliose vacanze a Parigi (transitivo)
  • Mi dispiace, ma l’autobus è già passato (intransitivo)

FINIRE

  • Ho già finito di leggere il libro (transitivo)
  • Il film è appena finito (intransitivo)

SALIRE 

  • Ho salito le scale per sette piani (transitivo)
  • Siamo saliti sul treno (intransitivo)

Ci sono alcuni verbi che possono usare entrambi i verbi ausiliari: si tratta dei verbi che indicano le condizioni meteorologiche, come PIOVERE, NEVICARE, GRANDINARE; entrambe le forme sono corrette!

  • Ieri ha piovuto = Ieri è piovuto
  • Ieri ha nevicato = ieri è nevicato 
  • Ieri ha grandinato = ieri è grandinato

 

Altri verbi che possono avere il doppio ausiliare sono VIVERE, SCIVOLARE:

  • Marco ha vissuto due mesi in Brasile = Marco è vissuto due mesi in Brasile
  • Ho scivolato su una buccia di banana = Sono scivolato su una buccia di banana

Il passato prossimo con i verbi modali: DOVERE, POTERE, VOLERE e  SAPERE

I verbi modali (se si trovano soli nella frase) ricorrono sempre all’ausiliare avere:

  • Ho chiesto a Laura di venire alla festa, ma lei non ha voluto 
  • Hai chiamato il dottore? No, non ho potuto 

Nei tempi composti, prendono l’ausiliare del verbo a cui si legano:

LEGGERE prende l’ausiliare avere:

  • Ho dovuto leggere questo libro per il corso di italiano (ho letto) 

MANGIARE prende l’ausiliare avere:

  • Non ho potuto mangiare la torta, sono a dieta (ho mangiato) 

ANDARE prende l’ausiliare essere:

  • Sono voluta andare in palestra subito dopo il lavoro (sono andata) 

USCIRE prende l’ausiliare essere:

  • Sono potuta uscire prima dal lavoro per prendere il treno (sono uscita) 


Il passato prossimo con i verbi riflessivi 

I verbi riflessivi al Passato Prossimo usano sempre l’ausiliare essere, e si concordano sempre con il soggetto.

Si formano usando:

PRONOME + ESSERE all’Indicativo Presente + PARTICIPIO PASSATO

SVEGLIARSI METTERSI VESTIRSI
Io mi sono svegliato/a mi sono messo/a mi sono vestito/a   
Tu ti sei svegliato/a ti sei messo/a ti sei vestito/a
Lui/Lei si è svegliato/a si è messo/a si è vestito/a
Noi ci siamo svegliati/e ci siamo messi/e ci siamo vestiti/e
Voi vi siete svegliati/e vi siete messi/e vi siete vestiti/e
Loro si sono svegliati/e si sono messi/e si sono vestiti/e

*Il Participio Passato di METTERE è irregolare: “MESSO”

  • A che ore ti sei addormentato ieri sera, Davide?
  • Lunedì mattina Laura si è svegliata, si è pettinata, si è vestita ed è uscita di corsa
  • Lisa e Laura si sono truccate molto per la festa 
  • Giovanni e Michele si sono allenati tutti i giorni in palestra

L’Imperfetto

L’Imperfetto è un verbo al passato che si riferisce a tutte le tipologie di azioni e situazioni indefinite nel passato.

Il tempo Imperfetto si forma rimuovendo -ARE, -ERE, -IRE e aggiungendo le desinenze dell’Imperfetto.

PARLARE       AVERE              DORMIRE               
Io parlavo avevo dormivo
Tu parlavi avevi dormivi
Lui/lei parlava aveva dormiva
Noi parlavamo avevamo dormivamo
Voi parlavate avevate dormivate
loro parlavano avevano dormivano

Di seguito, alcuni dei più importanti verbi irregolari all’imperfetto:

ESSERE       BERE              DIRE                FARE           
Io ero bevevo dicevo facevo
Tu eri bevevi dicevi facevi
Lui/lei era beveva diceva faceva
Noi eravamo bevevamo dicevamo facevamo
Voi eravate bevevate dicevate facevate
Loro erano bevevano dicevano facevano

I verbi che finiscono in – DURRE seguono questo modello:

PRODURRE                      TRADURRE        
Io producevo traducevo
Tu producevi traducevi
Lui/lei produceva traduceva
Noi producevamo traducevamo
Voi producevate traducevate
Loro producevano traducevano

 

L’Imperfetto è un tempo al passato usato per:

Descrizioni

  • Ieri sono andata al parco, c’era il sole, i bambini giocavano, un signore leggeva il giornale.
  • Sabato scorso ho incontrato Paola, era molto elegante, aveva un vestito nero lungo e le scarpe con il tacco 

 

Azioni abituali al passato

  • Quando Maria era bambina andava sempre a giocare al parco dopo la scuola
  • L’anno scorso lavoravo dalle 9 alle 5
  • Quando avevo 18 anni andavo in discoteca ogni sabato

 

Azioni continuate nel passato

  • Dove eri ieri alle 5? Ero a casa/a scuola
  • Cosa facevi nel 2007? Frequentavo l’università/lavoravo in un bar
  • Cosa facevi ieri a mezzanotte? Dormivo/ero in discoteca 

 

Descrizione emotiva e psicologica

  • L’anno scorso stavo spesso male, avevo spesso il mal di testa
  • Quando l’ho conosciuta, Marilena era così timida, oggi no!
  • Quando Uli partiva per la Germania, era sempre emozionata

 

Causa (imperfetto) e conseguenza (Passato Prossimo)

  • Ho mangiato tanto perché avevo fame
  • Non sono uscita perché pioveva
  • Ho fatto un incidente perché la strada era ghiacciata

 

Quando due azioni si verificano contemporaneamente al passato:

          Mentre + Imperfetto + Imperfetto

  • Mentre mangiavo la pizza, ascoltavo la radio
  • Mentre i ragazzi facevano il test, il Professore leggeva il giornale
  • Mentre Uli scriveva al computer, il telefono squillava

 

Azioni interrotte:

          Mentre + Imperfetto + Passato Prossimo

  • Mentre mangiavo la pizza, mi ha telefonato David
  • Mentre andavo a scuola, ho incontrato Maria
  • Mentre guardavamo il film, è andata via la luce

 

Altri usi

Nei contesti informali e nella lingua parlata, l’Imperfetto è usato:

Al presente, per dire gentilmente che si desidera  qualcosa, principalmente con i verbi volere, desiderare, preferire. In questo caso, non viene usato come verbo al passato ma per sostituire il Condizionale presente:

  • Buongiorno, volevo un caffè e un cornetto (= voglio/vorrei)
  • Volevo 3 etti di prosciutto (= voglio/vorrei)

 

Può sostituire il Condizionale Passato per indicare qualcosa che sarebbe potuto accadere nel passato o una condizione irrealistica, e in questo caso si parla di “imperfetto ipotetico”:

  • Era meglio se venivi a scuola ieri (= sarebbe stato meglio se tu fossi venuto) 
  • Dovevo andare alla festa ieri, c’erano tutti i miei amici! (= sarei dovuto andare alla festa) 

Le differenze tra il Passato Prossimo e l’Imperfetto

 Il Passato Prossimo esprime un’azione che si è conlusa nel passato, o che non è stata più ripetuta.

 L’Imperfetto, invece, esprime azioni frequenti e abituali nel passato.

Passato Prossimo (azione compiuta una volta) Imperfetto (azione compiuta più di una volta)
Ieri ho lavorato dalle 9 alle 13. L’anno scorso lavoravo sempre dalle 9 alle 13.
Domenica ho dormito fino alle 10. Da bambina, la domenica, dormivo fino alle 10.
Sono rimasto a Firenze per 2 mesi. Da giovane rimanevo a Firenze per 2 mesi ogni anno.
Domenica scorsa ho guardato la tv tutto il giorno. Da bambino, la domenica, guardavo la tv tutto il giorno.

 

Il Futuro Semplice

Questo tempo si usa solitamente per parlare del futuro (programmi, piani, previsioni, predizioni), così come per esprimere intenzioni e ipotesi.

Il Futuro si forma rimuovendo -ARE, -ERE, -IRE e aggiungendo le desinenze appropriate:

I – ARE

ARRIVARE

II – ERE

PRENDERE

III – IRE

PARTIRE

io
tu
lui/lei/Lei
noi
voi
loro
arriverò
arriverai
arriverà
arriveremo
arriverete
arriveranno
prenderò
prenderai
prenderà
prenderemo
prenderete
prenderanno
partirò
partirai
partirà
partiremo
partirete
partiranno

*Per il Futuro Semplice le coniugazioni -ARE e -ERE hanno le stesse desinenze.

 

I verbi che finiscono in -CARE e -GARE sono irregolare e riportano una “H” in tutte le voci della coniugazione:

–CARE

CERCARE

–GARE

PAGARE

io
tu
lui/lei/Lei
noi
voi
loro
cercherò
cercherai
cercherà
cercheremo
cercherete
cercheranno
pagherò
pagherai
pagherà
pagheremo
pagherete
pagheranno

 

Sia ESSERE che AVERE sono irregolari al Futuro:

ESSERE       AVERE        
Io sarò avrò
Tu sarai avrai
Lui/lei/Lei sarà avrà
Noi saremo avremo
Voi sarete avrete
Loro saranno avranno

 

Di seguito, alcuni dei più importanti verbi irregolari, suddivisi in gruppi che si comportano in modo simile:

Il primo gruppo di verbi perde la “A” in -ARE o la “E” in -ERE prima di aggiungere le desinenze:

Dovere                   Io dovrò, tu dovrai, lui/ lei dovrà..
Potere        Io potrò, tu potrai, lui/lei potrà..
Vedere  Io vedrò, tu vedrai, lui/lei vedrà..
Sapere  Io saprò, tu saprai, lui/lei saprà..
Andare  Io andrò, tu andrai, lui/lei andrà..
  • Dovremo comprare il regalo per Carla, domani ci sarà la sua festa di compleanno
  • A giugno finirò la scuola e potrò andare in vacanza con i miei amici

 

Il secondo gruppo prende la doppia “R” e aggiunge le disenze:

Bere  Io berrò, tu berrai, lui/lei berrà..
Volere  Io vorrò, tu vorrai, lui/lei vorrà..*
Venire  Io verrò, tu verrai, lui/lei verrà..*
Rimanere Io rimarrò, tu rimarrai, lui/lei rimarrà..
  • La prossima settimana berrò un aperitivo con Luisa e Maria
  • Rachel rimarrà a Firenze per un mese

*Attenzione: le forme del futuro di “VOLERE” (Io vorrò)  e “VENIRE” (Io verrò) sono molto simili!

  • Dopo la cena vorrò un dolce
  • Domani verrò al lavoro un’ora più tardi

 

Il terzo gruppo rimuove semplicemente la “E” finale:

Fare                               Io farò, tu farai, lui/lei farà..
Dar Io darò, tu darai, lui/lei darà..
Stare Io starò, tu starai, lui/lei starà..
  • Domani Gloria farà la spesa e poi farà una torta
  • Marco e Luca staranno a scuola tutto il giorno per l’esame di italiano

 

Il Futuro Semplice si usa:

Per esprimere un’azione futura

  • Le previsioni dicono che domani pioverà
  • Alice partirà per Mosca la prossima settimana

Per esprimere un’incertezza al presente (ad esempio un’ipotesi)

  • “Che ore sono?” “Mah, non so, saranno più o meno le 13:00” = Forse sono le 13:00
  • “Dov’è Marco?” “Sarà al lavoro a quest’ora” = Probabilmente è al lavoro

Per esprimere una contraddizione o un disaccordo al presente

  • Sarà anche una bella donna, ma è così antipatica!
  • I Rossi avranno anche una bella casa, ma è troppo piccola!

Il Futuro Anteriore

Il Futuro Anteriore si forma con il futuro dell’ausiliare “AVERE” o “ESSERE” + Participio Passato del verbo:

I – ARE

ARRIVARE

II – ERE

CONOSCERE

III – IRE

DORMIRE

io
tu
lui/lei/Lei
noi
voi
loro
sarò
sarai
sarà
saremo
sarete
saranno
arrivato/a
arrivato/a
arrivato/a
arrivati/e
arrivati/e
arrivati/e
avrò
avrai
avrà
avremo
avrete
avranno
conosciuto
conosciuto
conosciuto
conosciuto
conosciuto
conosciuto
avrò
avrai
avrà
avremo
avrete
avranno
dormito
dormito
dormito
dormito
dormito
dormito

 

ESSERE AVERE
io
tu
lui/lei/Lei
noi
voi
loro
sarò
sarai
sarà
saremo
sarete
saranno
stato/a
stato/a
stato/a
stati/e
stati/e
stati/e
avrò
avrai
avrà
avremo
avrete
avranno
avuto
avuto
avuto
avuto
avuto
avuto

 

Il Futuro Anteriore si usa:

Quando ci sono due azioni al futuro: l’azione che si verifica per prima (¹) si esprime usando il Futuro Anteriore ed è spesso accompagnata da parole quali appena, quando, dopo che:

  • Appena sarò arrivato¹ a casa, ti chiamerò ² (prima: arriverò a casa dopo: ti chiamerò)
  • Quando avrò mangiato¹, uscirò con i miei amici ² (prima: mangerò; dopo mangerò con i miei amici)
  • Dopo che saremo partiti ¹, Carlo telefonerà a Maria ² (prima: partiremo; dopo → Carlo chiamerà Maria)

Per esprimere un’ipotesi al passato:

  • “A che ora è tornato Stefano ieri sera?” “Non so, sarà tornato a mezzanotte, ma non l’ho visto” = Forse è tornato a mezzanotte 
  • “Ieri sera Marco ha avuto mal di pancia” Avrà mangiato troppo alla cena di Luca?” = Probabilmente ha mangiato troppo

Per esprimere una contraddizione o un disaccordo al passato:

  • Il cameriere avrà anche fatto uno sconto, ma il ristorante ci è sembrato comunque caro 
  • Sarà anche stata una bella vacanza, ma ha piovuto tutto il tempo! 

 ATTENZIONE: Normalmente, i verbi irregolari al Futuro lo sono anche al Condizionale Presente; le forme del Futuro sono molto simili a quelle del Condizionale! Bisogna fare molta attenzione specialmente alla prima persona plurale “NOI”, in quanto ha una doppia “m” al Condizionale Presente.

  • Il prossimo sabato berreMo un aperitivo con Marco (FUTURO: una “M”) /
  • BerreMMo volentieri un aperitivo con voi il prossimo sabato ma saremo fuori città (CONDIZIONALE: due “M” ) 

Oppure, altri esempi:

FUTURO ≠ CONDIZIONALE

  • Noi faremo ≠ Noi faremmo
  • Noi andremo ≠ Noi andremmo
  • Noi verremo ≠ Noi verremmo
  • Noi avremo ≠ Noi avremmo
  • Noi saremo ≠ Noi saremmo

L’Infinito Passato per esprimere azioni al futuro

Quando il soggetto di due azioni al futuro è lo stesso, potete formare la frase in un altro modo con l’Infinito Passato.

L’Infinito Passato è formato dall’infinito dell’ausiliare “AVERE” o “ESSERE” + il Participio Passato del verbo, che concorda con il soggetto se viene usato l’ausiliare “ESSERE”.

Infinito Presente / Infinito Passato

Studiare Avere studiato
Andare Essere andato/a/e/i
Svegliarsi Essersi svegliato/a/i/e
  • Dopo che avrò lavorato¹, andrò² in palestra = Dopo avere lavorato, andrò in palestra 
  • Dopo che sarò andata¹ in palestra, farò la spesa² = Dopo essere andata in palestra, farò la spesa 

Il Trapassato Prossimo

Il Trapassato Prossimo si forma con l’Imperfetto dei verbi “ESSERE” o “AVERE” + il Participio Passato.

Il Trapassato Prossimo si usa per definire un’azione o un evento precedente, in stretta connessione con qualsiasi azione successiva espressa tramite qualsiasi altro verbo al passato.

AVERE ESSERE*
io
tu
lui/lei/Lei
noi
voi
loro
avevo           avuto
avevi            avuto
aveva           avuto
avevamo      avuto
avevate        avuto
avevano       avuto
ero                stato/a
eri                 stato/a
era                stato/a
eravamo       stati/e
eravate         stati/e
erano            stati/e

 

CAMBIARE ANDARE
io
tu
lui/lei/Lei
noi
voi
loro
avevo       cambiato
avevi        cambiato
aveva       cambiato
avevamo  cambiato
avevate    cambiato
avevano   cambiato
ero            andato/a
eri             andato/a
era            andato/a
eravamo   andati/e
eravate     andati/e
erano        andati/e

* E’ importante ricordare sempre la coerenza dei tempi composti quando “ESSERE” viene utilizzato come ausiliare.

 

Il Trapassato Prossimo viene utilizzato:

Quando ci sono due azioni al passato per esprimere quella che avviene per prima:

  • Quando sono entrato² in classe, la lezione era già cominciata¹
    (prima: la lezione è iniziata dopo: sono entrato in classe)
  • Ho letto²  il libro che mi aveva regalato¹ Claudio a Natale
    (prima: Claudio mi ha regalato il libro dopo: l’ho letto)
  • Ero felice² perché avevo vinto¹ la partita di tennis
    (prima: ho vinto la partita di tennis dopo: ero felice)

Quando si parla di qualcosa che non era stato fatto prima, ma in forma negativa:

  • Non ero mai stata a Firenze prima di oggi.
  • Non avevo mai mangiato la bistecca alla fiorentina, è molto buona!
  • Non ero mai andato agli Uffizi, è proprio un bel museo.

 

Quando si parla di qualcosa che era già stato fatto prima, ma in forma affermativa:

  • Ero già stata a Firenze nel 2008.
  • Avevo già mangiato la bistecca alla fiorentina l’anno scorso.
  • Ero già andato agli Uffizi, confermo che è proprio un bel museo.

Da notare la differenza: quando non si è mai fatto qualcosa prima, si usa sempre il Passato Prossimo:

  • Non sono mai stata a Firenze, vorrei andarci.
  • Non ho mai mangiato la bistecca alla fiorentina.
  • Non sono mai andata agli Uffizi .

Il Passato Remoto

Il Passato Remoto è un tempo al passato usato per descrivere azioni concluse ed eventi NON correlati al presente, ma limitati ad un arco temporale specifico e riportati senza alcun coinvolgimento emotivo.

Il Passato Remoto si forma rimuovendo -ARE, -ERE, -IRE e aggiungendo le terminazioni corrette.

  • Alcuni verbi in -ERE hanno una coniugazione leggermente differente, che si forma usando le terminazioni -ETTI, -ETTE rispettivamente per la prima e terza persona singolare (io; lui/lei) e -ETTERO per la terza persona plurale (loro).
    Alcuni dei verbi più comuni che si comportano in questo modo sono: CREDERE, RICEVERE, VENDERE, DOVERE, SEDERSI.
PARLARE RIPETERE CREDERE FINIRE
parlai
parlasti
parlò
parlammo
parlaste
parlarono
ripetei
ripetesti
ripeté
ripetemmo
ripeteste
ripeterono
credetti     
credesti
credette
credemmo
credeste
credettero
finii
finisti
finì
finimmo
finiste
finirono

 

  • Altri verbi che appartengono alla seconda coniugazione in -ERE ma che finiscono in –ndere, -dere, -cere, -gere, -gliere, hanno forme irregolari, con differenti radici per la prima e la terza persona singolare (io, lui/lei) e la terza persona plurale (loro):
PRENDERE (to take) DECIDERE (to decide) VINCERE (to win) PIANGERE (to cry) SCEGLIERE (to choose) CADERE (to fall) NASCERE (to be born)
io presi decisi vinsi piansi scelsi caddi nacqui
tu prendesti decidesti vincesti piangesti scegliesti cadesti nascesti
lui/lei/Lei prese decise vinse pianse scelse cadde nacque
noi prendemmo decidemmo vincemmo piangemmo scegliemmo cademmo nascemmo
voi prendeste decideste vinceste piangeste sceglieste cadeste nasceste
loro presero decisero vinsero piansero scelsero caddero nacquero

Per i verbi irregaroli al Passato Remoto, la prima persona singolare (io) finisce in “- i”, la terza persona singolare in “-e”, e la terza persona plurale in “ – ero”.

 

  • ESSERE e AVERE hanno entrambi forme irregolari:
ESSERE       AVERE        
Io ebbi fui
Tu avesti fosti
Lui/lei/Lei ebbe fu
Noi avemmo fummo
Voi aveste foste
Loro ebbero furono

 

  • Ci sono alcuni verbi che hanno forme irregolari per ogni persona:
FARE DARE STARE
Io feci diedi/ detti stetti
Tu facesti desti stesti
Lu/lei/Lei fece diede/dette stette
Noi facemmo demmo stemmo
Voi faceste deste steste
Loro fecero diedero/dettero stettero
  • Ci sono altri verbi che hanno forme irregolari solo alla prima persona singolare e alla terza persona singolare e plurale:
CONOSCERE    BERE  CORRERE     DIRE
Io conobbi bevvi corsi dissi
Tu conoscesti bevesti corresti dicesti
Lui/lei/Lei conobbe bevve corse disse
Noi conoscemmo bevemmo corremmo dicemmo
Voi conosceste beveste correste diceste
Loro conobbero bevvero corsero dissero

 

LEGGERE  METTERE  PIACERE 
PORRE 
Io lessi misi piacqui posi
Tu leggesti mettesti piacesti ponesti
Lui/lei/Lei lesse mise piacque pose
Noi leggemmo mettemmo piacemmo ponemmo
Voi leggeste metteste piaceste poneste
Loro lessero misero piacquero posero

 

ROMPERE  SAPERE  SCRIVERE  TRADURRE 
Io ruppi seppi scrissi tradussi
Tu rompesti sapesti scrivesti traducesti
Lui/lei/Lei ruppe seppe scrisse tradusse
Noi rompemmo sapemmo scrivemmo traducemmo
Voi rompeste sapeste scriveste traduceste
Loro ruppero seppero scrissero tradussero

 

TENERE                VENIRE  VOLERE              VIVERE  VEDERE 
Io tenni venni volli vissi vidi
Tu tenesti venisti volesti vivesti vedesti
Lui/lei/Lei tenne venne volle visse vide
Noi tenemmo venimmo volemmo vivemmo vedemmo
Voi teneste veniste voleste viveste vedeste
Loro tennero vennero vollero vissero videro

 

Il Passato Remoto si usa per esprimere un’azione avvenuta in un passato distante e che non ha influenza o alcuna relazione con il presente (a differenza del Passato Prossimo)!

L’uso del Passato Remoto varia in base alle regioni d’Italia: in alcune regioni del Nord non è molto utilizzato nella lingua parlata e si preferisce usare il Passato Prossimo.

  • Viene spesso utilizzato per parlare di fatti storici e azioni al passato non correlate al presente:
  • Cristoforo Colombo scoprì l’America nel 1492
  • Dante morì nel 1321

Passato Prossimo o Passato Remoto?

PASSATO PROSSIMO PASSATO REMOTO
Dante Alighieri ha avuto una forte influenza sulla letteratura italiana.

(influenza ancora il presente)

Dante Alighieri ebbe una forte influenza  sulla letteratura del Trecento.

(influenza limitata ad un periodo di tempo limitato)

Da quel momento ho capito che non potevo più fidarmi di lui.


(conclusione valida ancora oggi)

In quel momento capii che non potevo più fidarmi di lui.

(conclusione limitata ad un periodo specifico)

Quando mia nonna è morta, ho provato un grande dolore.

(il sentimento è ancora presente )

Quando mia nonna morì, provai un grande dolore.

(il sentimento è diminuito nel corso del tempo)

Ho studiato letteratura inglese.

 

(informazione generica, fuori da un contesto temporale)

Nei primi anni di università studiai letteratura inglese con grande interesse.

 

(informazione specifica in un contesto temporale definito)

Laura Pausini è nata a Solarolo (Ravenna) nel 1974.

 

(la persona è ancora viva)

Pavarotti nacque a Modena nel 1936.

 

(la persona non è più viva)

La Venere di Botticelli è stata restaurata.

 

(si riferisce alla situazione attuale)

La Venere di Botticelli fu restaurata negli anni ’90.

 

(posizione storica di un evento)

Il rapporto tra il Passato Remoto e l’Imperfetto è lo stesso che sussiste tra Passato Prossimo e Imperfetto.

Il Trapassato Remoto

Il Trapassato Remoto si forma con il Passato Remoto di “AVERE” o “ESSERE” + Participio passato:

AVERE + MANGIARE ESSERE + ANDARE
Io Ebbi mangiato Fui andato/a
Tu Avesti mangiato Fosti andato/a
Lui/lei/lei Ebbe mangiato Fu andato/a
Noi Avemmo mangiato Fummo andati/e
Voi Aveste mangiato Foste andati/e
loro Ebbero mangiato Furono andati/e

Con tutti i tempi composti, è importante ricordare sempre di rispettare la concordanza temporale quando “ESSERE” è usato come ausiliare.

 

Il Trapassato Remoto si usa per descrivere un’azione che è accaduta prima di un’altra, quando questa è descritta al Passato Remoto.

Il Trapassato Remoto si usa solo:

Quando la frase principale è al Passato Remoto:

  • Telefonai² a Maria, solo dopo che ebbi finito¹ l’esame (prima io finii l’esame, dopo chiamai Maria)
  • Marta uscì² da sola dopo che ebbe bevuto¹ l’aperitivo (prima lei bevve l’aperitivo, poi uscì da sola)

Il Trapassato Remoto è spesso introdotto da un avverbio come “DOPO CHE, APPENA, QUANDO”:

  • Appena fui arrivata¹ a casa, feci² una doccia (prima arrivai a casa, dopo feci una doccia)
  • Dopo che Paolo ebbe mangiato¹, lesse² un libro (prima Paolo mangiò, dopo lesse un libro)
  • Quando la mamma se ne fu andata¹, I bambini mangiarono² il cioccolato (prima la mamma se ne andò, dopo i bambini mangiarono il cioccolato).

 

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